Quelle che seguono sono venti proposte di attività manuali scelte tra quelle create, in collaborazione con il prof. Carlo Piantoni, per la Casa Editrice “La Scuola” di Brescia e pubblicate sulla rivista (ormai non piu edita) “Animazione ed Espressione” tra il 1994 e il 1999.

Ogni articolo è composto da una introduzione teorica a carattere pedagogico – educativo a cura del prof. Piantoni e dallo sviluppo visuale e tecnico (realizzazione degli oggetti. foto e schede di Raffaele Corte) del lavoro proposto.

Si pubblicano qui le introduzioni teoriche con un rimando ai singoli articoli in formato pdf: cliccare sulle immagini per raggiungere rapidamente la descrizione del lavoro.

Testi e immagini sono di proprietà della Casa Editrice “La Scuola” di Brescia


» LA BAMBOLA TRECCIOTTA
(Animazione ed Espressione n° 190 – novembre/dicembre 1994)

Anche se l’industria oggi mette a disposizione bambole di un realismo esasperato, i giocattoli che i bambini si fanno da soli, o che vedono nascere dalle mani dell’adulto, sono quelli che preferiscono.
E c’è da sottolineare che il materiale per prepararli si trova facilmente e, inoltre, è poco costoso.

Obiettivi
Realizzare un oggetto da utilizzare nell’ambito del gioco.
Apprendere un procedimento scandito in più fasi operative.
Trasformare un insieme di fili di lana in un personaggio a tre dimensioni.

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Mentre il bambino è costretto a subire passivamente l’assedio di un certo tipo di giocattoli, la scuola potrebbe prendere posizione in questo cami coinvolgere in modo divertente e creativo l’alunno.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
•con i soggetti che presentano insufficienze motorie per determinare una coordinazione bilaterale delle braccia, delle mani, delle dita;
•con gli Insufficienti mentali e con I soggetti Down per favorire la riflessione attorno ai rapporti di tipo sensoriale ed emozionale;
•con i portatori di handicap di dislessia e dì disgrafia per migliorare il livello di organizzazione dello schema corporeo;
•con disadattati sociali e scolastici per contribuire a liberarli da alcune forme di inibizione e di depressione.

ANZIANI
Con questa proposta si restituisce una legittimità a un procedimento largamente praticato in passato dalle nonne rinnovandone l’attualità e riscoprendone la funzione gratificante sia per l’adulto sia per il bambino.
Ma sarà anche un modo, questo, per coinvolgere i bambini in un gioco creativo.

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» ARCHITETTURE DI CARTA
(Animazione ed Espressione n° 191 – gennaio/febbraio 1995)

Mediante l’utilizzazione di un materiale semplice come la caro la si tratta di risvegliare la gioia di scoprire, di inventare, di costruire.
Nel nostro caso la proposta ha come tema la realizzazione di un’opera plastica che però comporta, come tanti altri giochi, la «sottomissione» a un minimo di regole.
A questo proposito, vale la pena di sottolineare come sia proprio la costrizione delle regole, un forte sollecitatore della creatività.

Obiettivi
Trasformare una superficie piana in un oggetto tridimensionale.
Cogliere il valore dai rapporti tra i pieni e i vuoti.
Acquisire la capacità di creare ritmi plastici.
Ricercare soluzioni nuove tenendo conto dalla costrizione operata dalle regole.

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Una proposta come questa offrirà l’occasione per introdurre nel più semplice dei modi l’argomento del design.
Ma c’è anche da rilevare che un tal genere di attività servirà anche a dimostrare che per arrivare all’oggetto è necessario un rigoroso rispetto delle regole.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questa proposta, che richiede un adeguato sostegno da parte dell’educatore, potrà essere utilizzata:
•con i soggetti che presentano insufficienze nel campo delle condotte percettivo – motorie per condurli ad acquisire anche
il concetto della terza dimensione:
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per condurli a visualizzare, attraverso un procedimento operativo, alcuni
concetti astratti;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) per convogliare i loro tipici atteggiamenti ripetitivi in una direzione espressiva;
•con 1soggetti che denunciano un comportamento instabile per costringerli a ragionare in termini di progetto e a utilizzare un procedimento articolato in più fasi operative.

ANZIANI
La costruzione di una architettura di carta come questa offrirà agli anziani l’occasione per introdurre molte varianti.
In tal modo essi potranno realizzare un oggetto in grado di arredare in modo originale un ambiente, esercitando le loro capacita di inventare, di integrare, di reimpiegare personali esperienze.

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» CALZINO, SEGUGIO SOPRAFFINO
(Animazione ed Espressione n° 191 – gennaio/febbraio 1995)

Per chi vive nella società dei consumi, anzi dello spreco, è importante scoprire in ciò che normalmente si butta, insospettate possibilità di trasformazione.
La proposta può dunque assumere valore di testimonianza della presa di coscienza in ordine a certi comportamenti (individuali e sociali) e può rappresentare l’occasione per modificarli, correggerli, adottando comportamenti nuovi, più adeguati alle acquisizioni avvenute, ed esercitando la creatività.

Obiettivi
Acquisire la capacità di ridefinire e di riorganizzare /a funzione degli oggetti.
Essere in grado di stabilire relazioni tra le strutture significanti di oggetti diversi.
Saper utilizzare strumenti e materiali di vario tipo per realizzare un prodotto espressivo.

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Sotto l’assillo di una preoccupazione intellettualistica la scuola sfiora il rischio di trascurare l’immaginazione produttiva.
Con questa proposta, pertanto, intendiamo offrire un contributo per riempire il «vuoto», dimostrando che pur senza un grande dispiego di strumenti e materiali si può mettere in moto un processo di sviluppo creativo.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
•con gli insufficienti mentali per favorire la visualizzazione dei contenuti di esperienza;
•con i soggetti che presentano deficit nel campo delle condotte percettivo – motorie per favorire l’associazione del senso tattile, cinestetico e muscolare alla vista;
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per favorire lo sviluppo dei concetti di forma, proporzioni, bidimensionalità, tridimensionalità;
•con I portatori di handicap cerebrali (autistici) per combattere l’isolamento affettivo e favorire il rapporto con i componenti del gruppo;
•con i disadattati sociali e scolastici per coinvolgerli nella realizzazione di un oggetto gratificante che richiede impegno e attenzione.

ANZIANI
Gli anziani potranno divertirsi mettendo a profitto la ricerca tra il materiale rifiutato, per creare qualcosa di loro gusto.
Anzi sarà proprio il materiale recuperato a far nascere nuove idee, a sollecitare il gusto di progettare, di provare, di confrontare.
Sarà quindi un’occasione per incrinare l’inerzia emotiva e mentale per ravvivare le relazioni e la comunicazione verbale.

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» L’ARAZZO A COLLAGE
(Animazione ed Espressione n° 192 – marzo/aprile 1995)

Con i collage di stoffa si é tentato di imitare l’arazzo che, come è risaputo, richiede lunghi ed elaborati procedimenti.
Nel nostro caso, la proposta risponde a un duplice intento: introdurre una tecnica semplificata facendo ricorso a materiale di recupero; offrire un’occasione di lavoro creativo, aperto a una pluralità di soluzioni.

Obiettivo
Sfruttare le caratteristiche del materiale in una prospettiva espressiva.
Saper organizzare zone di colore su una superficie.
Acquisire la capacità di cogliere e di rappresentare gli aspetti più significativi della realtà

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
I programmi di educazione all’immagine e di educazione estetica suggeriscono all’insegnante di far sperimentare all’alunno una varietà di mezzi espressivi.
Anche i ritagli di stoffa, pertanto, potranno riuscire utili per aprire un discorso intorno al collage. Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
•con i sordomuti per favorire, mediante immagini che riproducono oggetti, lo sviluppo del pensiero;
•con i soggetti che presentano deficit nel campo delle condotte percettivo – motorie;
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per favorire il processo di interazione con l’ambiente;
•con i portatori di handicap di dislessia e di disgrafia per condurli a una migliore organizzazione spazio-temporale;
•con i disadattati sociali e scolastici per impegnarli, mediante l’obiettivo di ottenere un prodotto gratificante, in uno sforzo di attenzione e di partecipazione.
•con gli anziani: quelli che intendono coltivare degli hobby legati più o meno direttamente alla pittura, troveranno in questa forma di collage una occasione interessante e gratificante per impegnare la fantasia e l’immaginazione.
Gli «arazzi» prodotti potranno essere destinati ad arredare in modo simpatico gli ambienti in cui gli anziani stessi trascorrono il loro tempo.

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» I PESCI VOLANTI
(Animazione ed Espressione n° 192 – marzo/aprile 1995)

L’americano Calder e Bruno Munari ci hanno ormai abituati alle sculture mobili che all’inizio venivano mosse da un motorino, poi solo dal tocco della mano, dall’aria e dal vento.
Questa proposta potrà quindi diventare un’occasione per conoscere una «forma d’arte.. attuale e nota, che sconfina nel gioco e nel divertimento.

Obiettivi
Stabilire un rapporto, in termini di immagine e di movimento, con l’inesauribile tema degli animali.
Arrivare alla realizzazione di un oggetto sfruttando un procedimento su misura.
Essere in grado di combinare materiali ed elementi diversi rispettando le leggi dell’equilibrio e del movimento.

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Questa proposta, anche se ha un suo carattere spettacolare, non si esaurisce in una pura e semplice forma di divertimento.
Infatti, prima di arrivare alle loro sculture mobili, i ragazzi dovranno applicare alcune regole scoprendo, nel più naturale dei modi, le leggi della fisica.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
•con gli insufficienti mentali per favorire lo sviluppo delle funzioni percettive;
•con i portatori di sindrome di Down per favorire i processi di discriminazione percettiva;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) facendo leva sul fantastico come fattore motivazionale di approccio per integrare questi soggetti nell’ambiente sociale;
•con i disadattati sociali e scolastici i quali avranno in tal modo la possibilità di rendere più accoglienti i loro ambienti.

ANZIANI
Sfruttando questa proposta, gli anziani potranno rendere meno anonimi gli ambienti di una casa di riposo e, inoltre, avranno un modo per divertire anche i bambini.
La ricerca di soluzioni personali e di varianti rispetto alle proposte base impegnerà e solleciterà l’agilità della mente.

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» IL CARTACAVALLO
(Animazione ed Espressione n° 193 – maggio/giugno 1995)

Creare giocattoli con la carta oggi può far sorridere.
Eppure intere generazioni di bambini hanno scoperto la gioia del fare, trasformando un foglio di carta negli oggetti più impensati.
Si tratta quindi di approfittare largamente di questa forma di gioco, tenendo presente che i modelli offerti:
•hanno un carattere puramente orientativo,
•pertanto, sono suscettibili di sviluppi e di variazioni.
Si tratta quindi di stimoli che vanno assunti come tali, con la volontà di percorrere vie personali. È compito dell’insegnante e dell’animatore sostenere l’interesse in una direzione di ricerca.

Obiettivi
Riprodurre un animale prendendo in considerazione le sue strutture significanti.
Saper utilizzare del materiale come la carta per realizzare immagini tridimensionali.
Essere in grado di giungere a un prodotto utilizzando una sequenza di lavoro scandita in più fasi operative.
Utilizzare le proposte ricevute, come stimoli per la ricerca di soluzioni personali.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Nella scuola sembra trovare spazio solo la rappresentazione bidimensionale. e l’obiettivo di tradurre la realtà in termini tridimensionali viene di solito trascurato.
Tuttavia, senza bisogno di ricorrere al modellamento vero e proprio, l’alunno potrà affrontare l’esperienza della terza dimensione, sperimentando la costruzione di semplici “giocattoli» di carta.
Per quanto riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
con i soggetti che presentano deficit nel campo delle condotte percettivo – motorie per favorire l’associazione del senso tattile, cinestetìco e muscolare a quello della vista;
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per favorire lo sviluppo dei concetti di forma, proporzione, bidimensionalità, tridimensionalità, orientamento nello spazio;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) per condurli, attraverso una serie di interventi, alla trasformazione di un materiale non strutturato come la carta;
•con i soggetti che dimostrano un comportamento instabile per sollecitarli a differire nel tempo un risultato.

ANZIANI
Per gli anziani questo sarà un modo, per divertire e stupire i bambini i quali vedranno affiorare, come per magia, un animale da un semplice foglio di carta.
Da un punto di vista personale, potranno riscoprire il senso gratificante del fare, del ricercare, del produrre, quindi il lavoro proposto rappresenterà soprattutto uno scopo e una possibilità di esercizio della mente e della mano.

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» IL TUBIRILLO
(Animazione ed Espressione n° 193 – maggio/giugno 1995)

Finiscono di solito nella spazzatura tutti quei tubi di cartone che accompagnano merci di vario tipo. Ebbene, si tratta solo di recuperarli, sottoponendoli a un processo di trasformazione creativa.

Obiettivi
Ridefinire e riorganizzare fa funzione degli oggetti.
Acquisire la capacità di cogliere il rapporto tra una struttura e un soggetto ricavato dall’esperienza.
Rappresentare un personaggio prendendone in considerazione gli attributi e i segni connotativi.

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
L’offerta di materiali diversi costituisce sempre uno stimolo per la creatività. Perché si tratta in ogni caso di scontrarsi con una serie di problemi che sollecitano a trovare soluzioni su misura. Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
•con i sordomuti come un mezzo per promuovere lo sviluppo
del vocabolario attivo e passivo;
•con gli insufficienti mentali e con i soggetti Down per condurli a manifestare con una immagine tridimensionale i contenuti dell’esperienza vicaria;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) utilizzando il fantastico come fattore motivazionale di approccio;
•con i disadattati scolastici e sociali per condurli a trasformare le fantasie caotiche in immagini costruttive, sviluppando la facoltà dell’osservazione.

ANZIANI
Grazie a questa proposta gli anziani potranno esplorare l’inesauribile mondo dei tubi di cartone.
In tal modo avranno la possibilità di realizzare oggetti originali per accompagnare un regalo o di costruire giocattoli improvvisati per divertire i bambini.

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» IL LUPO MAN-SUETO
(Animazione ed Espressione n° 194 – luglio-agosto 1995)

Un tempo i periodici destinati ai bambini e alle signore non mancavano di proporre la costruzione di oggetti utili, belli, divertenti.
Ebbene, ponendoci su una linea di continuità con il passato, proviamo anche noi a suggerire qualcosa in grado di testimoniare l’impegno e la fantasia dei bambini e degli adulti.

Obiettivi
Essere in grado di passare dalla fase del progetto a quella della realizzazione dell’oggetto.
Conciliare la funzione di un oggetto con il suo aspetto estetico.
Acquisire la capacità di utilizzare strumenti diversi per progettare, misurare, controllare, costruire un oggetto.

Destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Molti insegnanti sono ossessionati dal problema dei lavoretti perché si tratta, in determinate occasioni di suggerire «manufatti» sempre nuovi e originali.
Quel che viene proposto qui è un oggetto piacevole che però ha una sua precisa funzione. Il soggetto, naturalmente, potrà subire modifiche sulla base delle scelte dei ragazzi.
Per ciò che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta può essere utilizzata:
•con gli insufficienti mentali per migliorare le funzioni percettive mediante una attività gratificante;
•con i soggetti che presentano deficit nel campo delle condotte percettivo – motorie per favorire l’associazione del senso tattile, cinestetico e muscolare alla vista;
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per impegnare l’immaginazione produttiva mediante una attività da coltivare in laboratorio;
•con i disadattati sociali e scolastici per combattere la tendenza a impegnarsi scarsamente con uno stile frettoloso e istintivo.

ANZIANI
Questa proposta, che ha un carattere puramente orientativo, offrirà agli anziani una molteplicità di spunti per calare dentro un oggetto, utile e piacevole, una grande varietà di soggetti.

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» L’AGENDA ATTREZZATA
(Animazione ed Espressione n° 196 – novembre/dicembre 1995)

L’industria e l’artigianato cercano di indurre in tentazione il consumatore proponendo oggetti insoliti e singolari.
Ma, spesso, chi insegue l’originalità a ogni costo scopre che quegli stessi oggetti si potrebbero realizzare facilmente facendo ricorso, magari, a del materiale di recupero.

Obiettivi
Acquisire la capacità di riorganizzare e ridefinire l’uso di determinati materiali.
Programmare la realizzazione di un oggetto prevedendo più fasi operative.
Personalizzare un oggetto d’uso combinando insieme materiali diversi.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Questa proposta, che risponde all’intento di favorire e recuperare la manualità, fa naturalmente appello a un educatore in grado di reintrodurre l’attività del cucito trai ragazzi. Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:
•con i portatori di handicap sensoriali (sordi e sordomuti) per condurli a svolgere operazioni logiche nell’ambito della realizzazione di un oggetto concreto;
•con i portatori di handicap mentali (insufficienti mentali) per mettere in moto, mediante una attività guidata e assistita, la limitata intelligenza di questi soggetti;
•con i portatori di handicap da sindrome di Down (per offrire la possibilità di visualizzare, attraverso un procedimento operativo, forme e colori;
•con i disadattati sociali e scolastici, e in particolare con quei soggetti che denunciano un comportamento instabile che si manifesta nella tendenza a cambiare continuamente attività, in uno scarso impegno, in uno stile frettoloso.

ANZIANI
Per gli anziani Questa proposta sarà un’occasione per realizzare qualcosa da regalare ai giovani, seguendo una moda. Ma c’è anche da aggiungere che queste agende insolite potrebbero anche essere proposte ai negozi per la vendita.

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» LA GIOSTRA DEL SARACENO
(Animazione ed Espressione n° 197 – gennaio/febbraio 1996)

Costruire un giocattolo utilizzando materiali di recupero un tempo non stupiva nessuno. Ma anche nei ragazzi di oggi c’è ancora questa disponibilità. Spesso, infatti, li vediamo giocare con gli oggetti più strani mettendo in disparte un giocattolo sofisticato. Si tratta dunque di fare appello a questa loro voglia di immaginare e di fare, mettendoli di fronte a delle proposte precise.

Obiettivi
Acquisire la capacità di ridefinire e riorganizzare la funzione degli oggetti.
Realizzare un oggetto animato da utilizzare nell’ambito di un gioco.
Apprendere procedimenti e tecniche per trasformare materiali diversi.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Realizzare un pupazzo, da utilizzare come il protagonista di un gioco collettivo, può liberare il bambino da quel senso di dipendenza nei confronti del giocattolo, ma nel nostro caso c’è da osservare che i ragazzi vengono messi di fronte a una serie di operazioni parcellari, affrontate secondo il principio della suddivisione dei compiti.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per offrire a questi soggetti la capacità dì sfruttare (con un adeguato sostegno), le proprie capacità nell’ambito del lavoro di gruppo;
•con i portatori di handicap di dislessia e disgrafia per condurli a superare i disorientamenti spaziali e i carenti schemi corporei;
•con i disadattati sociali e scolastici per condurli a superare il senso di smarrimento che insorge nel processo di adattamento sociale.

ANZIANI
Affrontando il compito di costruire un giocattolo con del materiale di recupero, gli anziani scopriranno una nuova occasione per passare il tempo e per migliorare il loro rapporto con i bambini.

N.B.: Il giocattolo funziona benissimo anche con l’uso del soffio (naturalmente da distanze ravvicinate) e può dare adito ad alcune soluzioni in soggetti con difficoltà nell’uso delle mani. Può essere proposto anche ai sordi e ai sordomuti con l’obiettivo di coordinare le fasi respiratorie al linguaggio e di controllare la durata e l’intensità del soffio respiratorio.

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» L’AQUILONE CON LA CARTA DI GIORNALE
(Animazione ed Espressione n° 198 – marzo/aprile 1996)

L’aquilone vanta origini antiche e misteriose.
In Cina i sacerdoti, che ne mantennero a lungo il segreto, se ne servivano come un mezzo per impressionare i fedeli. Ma l’aquilone sta tornando ora a essere un gioco, poco costoso e in grado di interessare adulti e bambini.

Obiettivi
Cogliere le caratteristiche di una figura geometrica. Essere in grado di misurare e ripartire una superficie. Capire che un mezzo più pesante dell’aria può volare per l’azione aerodinamica del vento.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
L’aquilone si inserisce in una comunità educativa, sia come un mezzo di evasione e di gratificazione, sia come una occasione per proporre una serie di operazioni che, a seconda dei livelli dei ragazzi, potranno essere affrontate secondo il principio della suddivisione dei compiti.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questa proposta potrà essere utilizzata:
•con i portatori di handicap sensoriali: sordi e sordo – muti per condurli a svolgere operazioni logiche, a fare ragionamenti semplici e intuitivi, a esprimere giudizi;
•con i portatori da sindrome di Down per favorire l’organizzazione delle condotte percettivo – motorie (organizzazione dello spazio);
•con i portatori di handicap cerebrali: autistici come una fonte di gratificazione e di affermazione dell’io; con i disadattati sociali e scolastici per costringerli a ragionare in termini di progetto, utilizzando poi alcune fasi operative.

ANZIANI
Per gli anziani la costruzione dell’aquilone potrà essere una divertente forma di gioco da proporre ai bambini.

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» LA MASCHERA DI MOHÀCS
(Animazione ed Espressione n° 198 – marzo/aprile 1996)

Quello della maschera è in realtà un campo vastissimo dal momento che in ogni parte del mondo si ritrova questa copertura del viso, impiegata con intenti religiosi, artistici, pratici. Qui vi preponiamo una maschera ungherese caratterizzata da una forte componente espressiva.

Obiettivi

Acquisire la capacità di realizzare un accessorio per l’attività teatrale.
Visualizzare sentimenti e stati d’animo attraverso l’espressione del volto.
Utilizzare la maschera per portare in superficie desideri coscienti e incoscienti (autometamorfosi).

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Tenendo presente che il gioco-dramma costituisce una stupenda occasione di confluenze espressive, si tratta di sfruttare didatticamente il ruolo della maschera all’interno di questa attività, apportando anche delle variazioni al modello che qui viene proposto.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:

•con i portatori di handicap sensoriali: sordi e sordomuti per offrire ai privi dell’udito la possibilità di partecipare a un gioco scenico;
•con i portatori di handicap mentali: insufficienti mentali per mettere in moto la limitata intelligenza dì questi soggetti mediante il gesto e il movimento;
•con i portatori da sindrome di Down per promuovere lo sviluppo del linguaggio;
•con portatori di handicap cerebrali (autistici) per favorire la manifestazione e la conoscenza dei vissuti, delle turbe, dei desideri;
•con i disadattati sociali e scolastici per offrire, mediante il gioco-dramma, una occasione per verbalizzare e scaricare l’aggressività.

ANZIANI
Dedicandosi alla realizzazione di maschere come questa, gli anziani potranno introdurre una attività in grado di migliorare il loro rapporto con i bambini.

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» I PORTATOVAGLIOLI
(Animazione ed Espressione n° 198 – marzo/aprile 1996)

Di portatovaglioli, per la verità, se ne vedono tanti. Ebbene partendo dal solito tubo di cartone si tratta di reagire al prodotto di serie realizzando un «oggetto» personalizzato.

Obiettivi
Acquisire la capacità di ridefinire e riorganizzare la funzione degli oggetti.
Suddividere un cilindro in tanti anelli della stessa larghezza.
Saper utilizzare strumenti e tecniche diverse per realizzare un oggetto d’uso.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Un tempo le cosiddette arti applicate offrivano ai ragazzi tutta una serie di articolazioni creative.
Nel nostro caso si tratterà quindi di prendere in considerazione l’attività della decorazione per abbellire un oggetto destinato a entrare nella vita di relazione.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questa proposta potrà essere utilizzata:
•con i portatori di handicap sensoriali (sordi e sordomuti) per favorire, nell’ambito della vita di gruppo, processi di integrazione e di sviluppo;
•con i portatori da sindrome di Down facendo appello alla capacità imitativa di questi soggetti per inserirli nella vita di gruppo;
•con i disadattati sociali e scolastici utilizzando una proposta gratificante che non richiede grossi impegni e sforzi di attenzione.

ANZIANI
Per gli anziani che vivono in comunità, questa proposta in grado di coinvolgere anche gli altri, potrà avere un ruolo oltremodo stimolante.

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» LA COCCINELLA PUNTASPILLI
(Animazione ed Espressione n° 204 – marzo/aprile 1997)

La scuola materna continua a proporre i cosiddetti lavoretti. Ma, il più delle volte, si tratta di oggetti che trovano una scarsa rispondenza nel bambino.
Negli anni successivi, è opportuno, quindi, introdurre la realizzazione di oggetti che, come quello che intendiamo descrivere, abbiano anche un risvolto espressivo e non si pongano al di fuori dei requisiti di accesso degli alunni.

Obiettivi
Favorire il rapporto tridimensionale con gli aspetti della realtà.
Fare intuire i concetti di volume e plasticità.
Apprendere le tecniche del ritaglio e del cucito

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Ci sono abilità come quelle del cucire e del ritagliare che, purtroppo, stanno scomparendo.
Eppure ogni qualvolta si tratta di proporre una attività con la stoffa, il cucire e il ritagliare tornano alla ribalta introducendo fattori di gratificazione.
Il modello che qui viene proposto ha un valore puramente esemplificativo nel senso che potrà accogliere variazioni e modifiche.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, la proposta potrà essere utilizzata:
•con i portatori di handicap sensoriali (sordi e sordomuti) per condurli a svolgere operazioni logiche, a fare ragionamenti semplici e intuitivi, a esprimere giudizi;
•con i portatori di handicap mentali (insufficienti mentali) per promuovere le funzioni percettive e lo sviluppo sensoriale;
•con i portatori di sindrome di Down per favorire la discriminazione percettiva;
•con i disadattati sociali e scolastici per impegnarli in una attività che può essere intesa come una fonte di gratificazione e di affermazione dell’io.

ANZIANI
Una attività come questa potrà offrire agli anziani la possibilità di riutilizzare, nella prospettiva della gratificazione, “attività del cucito e del ritaglio.

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» LE MATRIJOSKE
(Animazione ed Espressione n° 204 – marzo/aprile 1997)

In Russia queste bamboline fanno parte della tradizione e non mancano mai di divertire adulti e bambini.
Ebbene, nel nostro caso si tratta di proporre qualcosa di simile utilizzando una tecnica più semplice e materiali di facile reperimento.

Obiettivi
Cogliere in un oggetto le variabili dell’altezza e della larghezza.
Saper usare strumenti per disegnare il progetto di una figura tridimensionale.
Progettare un giocattolo articolando la costruzione in più fasi operative.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Offrire un modello di bambola non significa affatto condizionare il bambino. Perché, tutto considerato, si tratta di un modello aperto in grado di accogliere tutte le variazioni che, nell’ambito della decorazione della figura gli alunni vorranno apportare.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questa proposta potrà essere utilizzata:
•con i portatori di handicap sensoriali (sordi e sordomuti) utilizzando la tridimensionalità dell’immagine per favorire l’espressione e la comunicazione;
•con i portatori di sindrome di Down per perfezionare le condotte percettivo – motorie;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) insistendo sul fantastico come fattore motivazionale di approccio per integrare questi soggetti nell’ambiente sociale;
•con i disadattati sociali e scolastici, e in particolare con quei soggetti che denunciano un comportamento instabile per abituarli a ragionare in termini di progetto e a differire nel tempo la realizzazione di un oggetto.

ANZIANI
Per gli anziani queste bamboline potranno costituire uno stimolo creativo in grado di coinvolgere i bambini che li avvicinano.

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» LA SCULTURA PORTAPENNE
(Animazione ed Espressione n° 205 – maggio/giugno 1997)

Di fronte a tutto il materiale di imballaggio che finisce nella spazzatura spesso si è indotti a riflettere sulle possibilità di riutilizzarlo e trasformarlo.
I tubi di cartone, in particolare, offrono al creativo una molteplicità di stimolazioni.

Obiettivi
Acquisire la capacità di ridefinire e riorganizzare la funzione degli oggetti.
Realizzare un oggetto tridimensionale dopo aver preparato un disegno.
Acquisire competenze tecniche nel corso della costruzione dell’oggetto.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Un tubo, in realtà, è in grado di offrire tutta una serie di suggerimenti a chi intende preparare un semplice portapenne. Perché si tratterà di prevedere alcune variabili che, nel nostro caso, potranno riguardare la lunghezza, l’inclinazione del taglio, il colore.
Per qual che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questa proposta potrà essere utilizzata:
•con i portatori di handicap mentali (insufficienti mentali) per condurli, attraverso una serie di operazioni parcellari guidate al perfezionamento delle condotte percettivo – motorie;
•con i portatori di handicap da sindrome di Down per offrire la possibilità di visualizzare, attraverso una serie di procedimenti operativi, alcuni concetti astratti;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) come una forma di terapia occupazionale in grado di gratificare e favorire l’affermazione dell’io;
•con i disadattati sociali e scolastici, e in particolare con quei soggetti che manifestano uno scarso impegno e la tendenza a cambiare continuamente attività.

ANZIANI
Per gli anziani questo simpatico portapenne potrà essere una occasione per abbellire l’ambiente e, inoltre, per realizzare simpatici oggetti da «regalo».

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» IL MISSILE TERRA – LUNA
(Animazione ed Espressione n° 206 – luglio/agosto 1997)

Applicare le regole della geometria alla realizzazione di un giocattolo potrà essere oltremodo significativo, perché darà modo ai ragazzi dì capire che quel che si apprende in questo settore può essere utilizzato anche nella prospettiva del gioco.
Ma c’è da considerare che in una società tecnologica quale è la nostra, che propone al bambino giocattoli sempre più sofisticati, può essere utile offrire ai ragazzi l’opportunità di riscoprire, mediante il ricorso a un materiale umile come la carta, il significato del “Fai da te”.

Obiettivi
Essere in grado di ridefinire e riorganizzare la funzione degli oggetti.
Saper utilizzare strumenti di misura per ripartire lo spazio.
Avvalersi di procedimenti e strumenti diversi per realizzare un giocattolo «programmato».

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:
•con i portatori di handicap sensoriali (sordi e sordomuti) mediante un procedimento in grado di condurre, nel campo della geometria, dal concreto all’astratto;
•con i portatori da sindrome di Down per favorire la coordinazione motoria e migliorare il comportamento sociale e affettivo;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) per offrire a questi soggetti una forma originale di gratificazione e affermazione dell’io;
•con i disadattati sociali e scolastici per aiutarli, mediante la realizzazione di un oggetto divertente e gratificante, a superare il senso di smarrimento che avvertono a causa del!e difficoltà insorte nel processo di adattamento sociale.

ANZIANI
L’anziano, nel nostro caso, potrà fare da intermediario tra l’oggetto e il bambino al quale verrà offerta la possibilità dì scoprire un potenziale giocattolo in qualcosa che sembra aver esaurito la sua funzione e che, pertanto, è destinato ad essere scartato.
L’anziano può quindi riappropriarsi della funzione di guida e i valori dell’esperienza e della collaborazione potranno essere riscoperti dal bambino, direttamente, in una situazione gratificante.

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» I LINGUACCIUTI
(Animazione ed Espressione n° 209 – gennaio/febbraio 1998)

I giochi di animazione passano per tante strade.
Ebbene questo che vi proponiamo può diventare, al di là di una occasione di impegno, una curiosità e una fonte di divertimento.
Nel settore dei giocattoli poveri i pupazzi animati hanno sempre riscosso un alto indice di gradimento. Si tratta quindi di riproporli dimostrando che non è difficile realizzare un omino che fa le linguacce.

Obiettivi
Approfondire, in modo divertente, la conoscenza dello schema corporeo.
Riflettere e acquisire dati sui modi utilizzati per esprimere stati d’animo e sentimenti.
Essere in grado di animare, con un meccanismo elementare, il volto di un pupazzo.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:
•con i portatori di handicap sensoriali(sordi e sordomuti) per fornire un contributo al linguaggio verbale attraverso la realizzazione di una immagine divertente;
•con i portatori di handicap mentali (insufficienti mentali) per promuovere le funzioni percettive mediante un movimento che provoca un mutamento nell’espressione del volto del pupazzo;
•con i portatori di handicap cerebrali (autistici) introducendo un gioco che si traduce nella trasformazione di un oggetto;
•con i disadattati sociali e scolastici per contribuire, attraverso una attività curiosa e divertente, a liberare molti bambini dalla depressione e dalle inibizioni.

ANZIANI
Un giocattolo come questo, che potrà essere preparato in pochi minuti, sarà un’occasione per incuriosire e coinvolgere i bambini: oltre a fornire sollecitazione al fare, agli adulti e ai bambini stessi.

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» MISTER AL LAMPANATO
(Animazione ed Espressione n° 211 – maggio/giugno 1998)

La scelta del mezzo espressivo condiziona la forma. Ebbene si tratta di mettere i ragazzi di fronte a proposte diverse, e nuove per loro, con intento di offrire nuove stimolazioni al pensiero creativo.

Obiettivi
Essere in grado di affrontare situazioni nuove escogitando soluzioni su misura.
Decodificare i dati acquisiti, dissociarli e rielaborarli prima di ricostruirli in modi e forme nuove.
Realizzare una figura umana approfondendo il rapporto con le varie parti del corpo.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Visualizzare un personaggio costituisce un’occasione in grado di favorire il rapporto di interazione tra il bambino e l’ambiente. Perché questi pupazzi (in grado di assumere posizioni diverse) potranno essere utilizzati anche nell’ambito di alcune forme di animazione.
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:
•con i portatori di handicaps mentali: insufficienti mentali per far convergere l’attenzione sulle varie parti del corpo;
•con i portatori da sindrome di Down per stimolare il linguaggio verbale e l’attività psicomotoria;
•con i portatori di handicaps motori: spastici per favorire il rapporto tra i processi cognitivi e lo sviluppo psicomotorio;
•con i portatori di handicaps cerebrali: autistici per offrire una fonte di gratificazione e di affermazione dell’io;
•con i disadattati sociali e scolastici per aiutarli a trasformare una fantasia caotica in una immagine costru1tiva e a sviluppare la facoltà di osservazione.

ANZIANI
Sfruttando questa proposta gli anziani potranno preparare originali presepi.

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» LA CASSETTA MODULARE RICOPERTA
(Animazione ed Espressione n° 218 – luglio/agosto 1999)

È facile constatare che nelle grandi città si vanno diffondendo i negozi che propongono contenitori simili a quello che suggeriamo di costruire.
La gente infatti avverte il fascino degli oggetti fatti a mano che utilizzano un materiale «nobile» come la carta.
Inoltre, una proposta come questa potrà fare uscire la geometria dagli schemi rigidi della conoscenza astratta per introdurla nel contesto dell’arte applicata.

Obiettivi
Essere in grado di ridefinire e riorganizzare la funzione degli oggetti.
Differire nel tempo la realizzazione di un prodotto, articolando il procedimento in più fasi operative.
Realizzare un oggetto utile sfruttando una tecnica che richiede in primo luogo pazienza e precisione.

I destinatari

SCUOLA ED EXTRASCUOLA
Per quel che riguarda la prospettiva del recupero e della terapia, questo procedimento potrà essere utilizzato:
•con i portatori di handicap sensoriali (sordi e sordomuti) per condurre questi soggetti, attraverso una proposta applicativa, al consolidamento e allo sviluppo della nozione ;
•con i portatori da sindrome dì Down per favorire, mediante la suddivisione dei compiti la conoscenza delle caratteristiche dei solidi;
•con i disadattati sociali e scolastici per coinvolgerli, mediante la realizzazione di un oggetto utile e gratificante in una operazione che richiede impegno e sforzo di attenzione.

ANZIANI
Grazie a questa proposta gli anziani potranno esplorare il terreno di un artigianato «minore».
Perché nel nostro caso si tratta di realizzare oggetti che potranno anche essere venduti e che richiedono soltanto un certo dispiego di tempo e di pazienza.

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