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VIALE D. TADALNASO 666

Viale D. Tadalnaso 666

Esorcismo teatrale contro piccole e grandi paure
pensato e interpretato dai ragazzi e dalle ragazze del TeatroLab'09,
Laboratorio Teatrale dell’ITAS “G. Garibaldi” di Roma (a.s. 2008/2009)

Scritto e diretto da Raffaele Corte e Lucilla Focheschi
con l'inconsapevole contributo di
Tiziano Sclavi, Gabriella Rossini, Franz Xaver Kroetz, Marco Paolini, Umberto Saba, Lucio Dalla
e gli amichevoli consigli di Pino Petruzzelli

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Questo lavoro fa seguito all’esperienza dell’anno scolastico 2007/2008, con un gruppo di convittori e convittrici più ampio e con un nuovo impegno volto a teatralizzare, in questo caso, non un problema sociale - quello dell’Ambiente -, ma parte della propria personalità, quella che si vorrebbe maggiormente tenere nascosta: la Paura.

Anzi: le Paure. Perché nel corso della preparazione di questo testo se ne sono sentite di banali e originali, scontate e stravaganti, grandi e piccole, qualcuna ai confini dell’assurdo.

Ma il nostro microcosmo è composto anche da tutto questo, e la vera difficoltà è stata “distillare” alcuna paure a discapito di altre per riuscire a comporre una storia sensata, godibile e divertente (la noia: che paura!) con la quale riuscire a dare dimostrazione anche del lavoro tecnico svolto durante l’anno.

Nello spettacolo - in un continuum creativo che comprende anche la creazione delle scene, dei costumi e degli oggetti di scena - si recita, si danza e si canta, affrontando momenti paradossali alternati ad altri drammatici e ad altri ancora decisamente comici, sottolineati da un caleidoscopio di personaggi “sull’orlo di una crisi di nervi”… quando questo non sia già stato oltrepassato!

Il titolo della pièce, giocata tra il “calembour” ed il diabolico, non deve trarre in inganno: tutto si gioca sulla leggerezza, anche se ci sono fantasmi, streghe e addirittura un rito esoterico per il quale, coscienziosamente, abbiamo scomodato l’antropologia culturale studiando le tradizioni latino-americane (per poi stravolgerle da par nostro…).

E non deve stupire la nostra ricerca spinta così lontano: nella ragion d’essere stessa della nostra Istituzione Educativa e nella filosofia che da anni guida queste nostre attività (nate in origine all’interno del Progetto “Intermundia” con il Comune di Roma), l’intreccio delle culture è una necessità irrinunciabile.

Il gruppo che sale sul palcoscenico (al quale dovremmo aggiungere i ragazzi e le ragazze che alla realizzazione di quel palcoscenico hanno contribuito), rappresenta cinque diverse nazioni e cinque regioni italiane, un piccolo mondo fatto di diversità capaci di parlarsi e scambiarsi esperienze, paure e gioie per costruire un prodotto culturale che senza quelle diversità non sarebbe stato possibile.

La trama

 In un tempo che potrebbe essere il nostro, in una città non meglio definita, da sempre feudo della famiglia Tadalnaso che su di essa ha potere assoluto, arriva la notizia della morte dell’anziano Domenico, ultimo rappresentante della dinastia.

La vita degli abitanti, che si sentono improvvisamente orfani, piomba nel caos, ma nella disgrazia si apre un filo di speranza: si scopre il testamento del vecchio che, in un insperato quanto sospetto rigurgito di bontà, dispone che il suo palazzo venga adibito a condominio nel quale ospitare, a canone di favore, gli emarginati della città.

Ma gli abitanti del condominio si rendono presto conto che le cose belle durano poco: è il fantasma di Tadalnaso stesso a rovinare loro la festa, imbastendo atroci scherzi che sfruttano le loro paure e vanificano i loro sogni.

A nulla serviranno riti di esorcizzazione di ogni genere: nella migliore tradizione, spetterà a Rosanera, la portiera, risolvere il caso.

 

***

Il copione può essere scaricato integralmente per mezzo del pulsante in alto a destra. È possibile riutilizzarlo con modifiche di "ambiente" (per esempio: la cantante presentata è tedesca perché il personaggio è stato costruito su misura su una ragazza di Berlino. Nella dinamica della storia la sua nazionalità può essere sostituita da qualunque altra a seconda delle esigenze) purché dietro autorizzazione degli autori .

L'opera è stata rappresentata per la prima volta il 29 maggio 2009, alla festa di fine anno scolastico del Convitto annesso all'ITAS "G. Garibaldi" di Roma

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"E il paradosso dei paradossi: il paese che detiene la quota maggiore di ricchezze artistiche censite dall'UNESCO preferisce affidare la propria immagine alle missioni militari"

Massimiliano Civica

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