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» VIALE D.TADALNASO 666
Questo lavoro fa seguito
all’esperienza dell’anno
scolastico 2007/2008, con un gruppo di convittori
e convittrici più ampio e con un nuovo impegno volto
a teatralizzare, in questo caso, non un problema sociale
- quello dell’Ambiente -, ma parte della propria personalità,
quella che si vorrebbe maggiormente tenere nascosta:
la Paura.
Anzi: le Paure. Perché
nel corso della preparazione di questo testo se ne sono
sentite di banali e originali, scontate e stravaganti,
grandi e piccole, qualcuna ai confini dell’assurdo.
Ma il nostro microcosmo
è composto anche da tutto questo, e la vera difficoltà
è stata “distillare” alcuna paure a discapito di altre
per riuscire a comporre una storia sensata, godibile
e divertente (la noia: che paura!) con la quale riuscire
a dare dimostrazione anche del lavoro tecnico svolto
durante l’anno.
Nello spettacolo - in
un continuum creativo che comprende anche la creazione
delle scene, dei costumi e degli oggetti di scena -
si recita, si danza e si canta, affrontando momenti
paradossali alternati ad altri drammatici e ad altri
ancora decisamente comici, sottolineati da un caleidoscopio
di personaggi “sull’orlo di una crisi di nervi”… quando
questo non sia già stato oltrepassato!
Il titolo della pièce,
giocata tra il “calembour” ed il diabolico, non deve
trarre in inganno: tutto si gioca sulla leggerezza,
anche se ci sono fantasmi, streghe e addirittura un
rito esoterico per il quale, coscienziosamente, abbiamo
scomodato l’antropologia culturale studiando le tradizioni
latino-americane (per poi stravolgerle da par nostro…).
E non deve stupire la
nostra ricerca spinta così lontano: nella ragion d’essere
stessa della nostra Istituzione Educativa e nella filosofia
che da anni guida queste nostre attività (nate in origine
all’interno del Progetto “Intermundia” con il Comune
di Roma), l’intreccio delle culture è una necessità
irrinunciabile.
Il gruppo che sale sul
palcoscenico (al quale dovremmo aggiungere i ragazzi
e le ragazze che alla realizzazione di quel palcoscenico
hanno contribuito), rappresenta cinque diverse nazioni
e cinque regioni italiane, un piccolo mondo fatto di
diversità capaci di parlarsi e scambiarsi esperienze,
paure e gioie per costruire un prodotto culturale che
senza quelle diversità non sarebbe stato possibile.
La trama
In un tempo
che potrebbe essere il nostro, in una città non meglio
definita, da sempre feudo della famiglia Tadalnaso che
su di essa ha potere assoluto, arriva la notizia della
morte dell’anziano Domenico, ultimo rappresentante della
dinastia.
La vita degli abitanti,
che si sentono improvvisamente orfani, piomba nel caos,
ma nella disgrazia si apre un filo di speranza: si scopre
il testamento del vecchio che, in un insperato quanto
sospetto rigurgito di bontà, dispone che il suo palazzo
venga adibito a condominio nel quale ospitare, a canone
di favore, gli emarginati della città.
Ma gli abitanti del
condominio si rendono presto conto che le cose belle
durano poco: è il fantasma di Tadalnaso stesso a rovinare
loro la festa, imbastendo atroci scherzi che sfruttano
le loro paure e vanificano i loro sogni.
A nulla serviranno
riti di esorcizzazione di ogni genere: nella migliore
tradizione, spetterà a Rosanera, la portiera, risolvere
il caso.
***
Il copione può essere scaricato integralmente
per mezzo del pulsante in alto a destra.
È possibile riutilizzarlo con modifiche di "ambiente" (per esempio: la cantante presentata è tedesca
perché il personaggio è stato costruito su misura su
una ragazza di Berlino. Nella dinamica della storia
la sua nazionalità può essere sostituita da qualunque
altra a seconda delle esigenze) purché dietro autorizzazione degli autori .
L'opera è stata rappresentata per la prima volta
il 29 maggio 2009, alla festa di fine anno scolastico
del Convitto annesso all'ITAS "G. Garibaldi" di Roma
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