
Esperienza teatrale in una Istituzione Educativa dello Stato (2007/2010)
Note minime ad uso e consumo di educatori, curiosi e guitti
I numerosi protocolli d'intesa tra Ministero della Pubblica
Istruzione, Ente Teatrale Italiano, altre organizzazioni
ed enti locali - sia a livello nazionale che locale – hanno
tentato di fare giustizia nel campo dell'uso pedagogico
e didattico del teatro nella scuola, dopo che una visione
prettamente ludica di cui la drammaturgia scolastica ha
sofferto per troppo tempo ha relegato il lavoro di insegnanti
ed alunni appassionati nei doposcuola e nel puro volontariato.
Il riconoscimento dell'atto drammaturgico come momento fondamentale
nella crescita umana, civile e sociale dei giovani, non
necessariamente deve prescindere da quelli che possono esserne
anche i riscontri curriculari, a partire, naturalmente,
dall'uso della lingua.
Ma una pratica corretta di teatro nella scuola dovrebbe
essere sostenuta da più insegnanti provenienti da diverse
aree didattiche, mentre, ancora, la gestione dei gruppi
teatrali scolastici (che spesso coincidono con le classi)
sono affidati a singoli insegnanti che se ne occupano per
pura passione personale.
La costituzione di gruppi di lavoro tra insegnanti è fortemente
limitata dalla carenza di adeguate motivazioni, non ultime
quelle di carattere finanziario. E tra i sempre più cospicui
tagli alla scuola pubblica, non si ravvisano certamente
orizzonti di maggior partecipazione, quando insegnanti sottopagati
e con classi sempre più numerose non trovano gli stimoli
per dare più di quanto è strettamente necessario ad onorare
il contratto di lavoro.
***
La particolare dimensione rappresentata dalle Istituzioni
Educative (Convitti Nazionali, Educandati, Convitti Annessi)
offre una situazione di particolare interesse per quanto
riguarda l'attuazione di progetti imperniati sulla drammaturgia.
A partire dai vuoti lasciati dalla lontananza dalle famiglie
– vuoti che ogni educatore degno di questo nome deve prodigarsi
per riempire - e dalla convivenza forzata e duratura dei
ragazzi e delle ragazze, tutto un intrecciarsi di condizioni
(gestibilità dei tempi e degli incontri, possibilità di
un continuo scambio di idee ed esperienze che esula dai
momenti di incontro stabiliti, la stessa diversa provenienza
territoriale dei convittori che di per sé è stimolo per
un continuo evolversi di scambi culturali, linguistici ed
esperienziali) rende il Convitto un terreno fertile e di
per sé già fortemente "teatrale".
Le potenzialità creative delle Istituzioni Educative sono
comprovate dal grande numero di personalità che, dopo aver
studiato in convitto, hanno lasciato marcate impronte sulla
cultura nazionale.
***
Su questo tipo di terreno e con la mente rivolta al Teatro dell'Arte come alle innovazioni dell'Odin Teatret, all'animazione di Franco Passatore come alle mie passate esperienze nel Teatro dei Burattini, si è impiantato l'esperimento del "TeatroLab", il Laboratorio Teatrale del Convitto annesso all'Istituto Tecnico Agrario Statale "Giuseppe Garibaldi" di Roma, che ha visto la partecipazione complessiva di circa cinquanta tra convittori e convittrici animati dal redattore di queste pagine insieme alle colleghe Alice Collacchi - nel corso dell'anno scolastico 2007/2008 - e Lucilla Focheschi - dal 2008 al 2010 - e che queste pagine vogliono tentare di narrare, senza la pretesa dell'esaustività e senza la presunzione di "salire in cattedra" davanti a nessuno, tanto meno di fronte ai colleghi educatori (interni e/o esterni alla scuola), per i quali, tuttavia, queste pagine sono state pensate, col solo scopo di dare informazioni (liberamente interpretabili) utili allo svolgimento del loro lavoro.
A causa della lunghezza del documento, se ne pubblica qui unicamente il sommario, con la raccomandazione di fare download del testo completo in pdf utilizzando l'apposito pulsante.
Buona lettura!
INTRODUZIONE
- Il Teatro nella Scuola, il Teatro in Convitto, la nostra esperienza
IL TEATRO NEL CONVITTO ANNESSO ALL'I.T.A.S. "G. GARIBALDI" DI ROMA
- Il "TeatroLab"
- I copioni
- La Città Invisibile
- Viale D. Tadalnaso 666
- Skitzophrenika
- Per favore, non chiamarmi "corso"
- Il ruolo degli educatori: registi, autori o attori?
- Teatro "democratico"
- Teatro "ecologico"
- Teatro "liberante"
CONCLUSIONE
- Sul non saper recitare…
POSTILLA
- Sull'indifferenza…
FONTI
- Bibliografia
- Sitografia
NOTE
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Progetto Interculturale
"La
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