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TEATROLAB
Esperienza teatrale in una Istituzione Educativa dello Stato (2007/2010)
Note minime ad uso e consumo di educatori, curiosi e guitti

di Raffaele Corte


I numerosi protocolli d'intesa tra Ministero della Pubblica Istruzione, Ente Teatrale Italiano, altre organizzazioni ed enti locali - sia a livello nazionale che locale – hanno tentato di fare giustizia nel campo dell'uso pedagogico e didattico del teatro nella scuola, dopo che una visione prettamente ludica di cui la drammaturgia scolastica ha sofferto per troppo tempo ha relegato il lavoro di insegnanti ed alunni appassionati nei doposcuola e nel puro volontariato.
Il riconoscimento dell'atto drammaturgico come momento fondamentale nella crescita umana, civile e sociale dei giovani, non necessariamente deve prescindere da quelli che possono esserne anche i riscontri curriculari, a partire, naturalmente, dall'uso della lingua.
Ma una pratica corretta di teatro nella scuola dovrebbe essere sostenuta da più insegnanti provenienti da diverse aree didattiche, mentre, ancora, la gestione dei gruppi teatrali scolastici (che spesso coincidono con le classi) sono affidati a singoli insegnanti che se ne occupano per pura passione personale.
La costituzione di gruppi di lavoro tra insegnanti è fortemente limitata dalla carenza di adeguate motivazioni, non ultime quelle di carattere finanziario. E tra i sempre più cospicui tagli alla scuola pubblica, non si ravvisano certamente orizzonti di maggior partecipazione, quando insegnanti sottopagati e con classi sempre più numerose non trovano gli stimoli per dare più di quanto è strettamente necessario ad onorare il contratto di lavoro.

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La particolare dimensione rappresentata dalle Istituzioni Educative (Convitti Nazionali, Educandati, Convitti Annessi) offre una situazione di particolare interesse per quanto riguarda l'attuazione di progetti imperniati sulla drammaturgia.
A partire dai vuoti lasciati dalla lontananza dalle famiglie – vuoti che ogni educatore degno di questo nome deve prodigarsi per riempire - e dalla convivenza forzata e duratura dei ragazzi e delle ragazze, tutto un intrecciarsi di condizioni (gestibilità dei tempi e degli incontri, possibilità di un continuo scambio di idee ed esperienze che esula dai momenti di incontro stabiliti, la stessa diversa provenienza territoriale dei convittori che di per sé è stimolo per un continuo evolversi di scambi culturali, linguistici ed esperienziali) rende il Convitto un terreno fertile e di per sé già fortemente "teatrale".
Le potenzialità creative delle Istituzioni Educative sono comprovate dal grande numero di personalità che, dopo aver studiato in convitto, hanno lasciato marcate impronte sulla cultura nazionale.

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Su questo tipo di terreno e con la mente rivolta al Teatro dell'Arte come alle innovazioni dell'Odin Teatret, all'animazione di Franco Passatore come alle mie passate esperienze nel Teatro dei Burattini, si è impiantato l'esperimento del "TeatroLab", il Laboratorio Teatrale del Convitto annesso all'Istituto Tecnico Agrario Statale "Giuseppe Garibaldi" di Roma, che ha visto la partecipazione complessiva di circa cinquanta tra convittori e convittrici animati dal redattore di queste pagine insieme alle colleghe Alice Collacchi - nel corso dell'anno scolastico 2007/2008 - e Lucilla Focheschi - dal 2008 al 2010 - e che queste pagine vogliono tentare di narrare, senza la pretesa dell'esaustività e senza la presunzione di "salire in cattedra" davanti a nessuno, tanto meno di fronte ai colleghi educatori (interni e/o esterni alla scuola), per i quali, tuttavia, queste pagine sono state pensate, col solo scopo di dare informazioni (liberamente interpretabili) utili allo svolgimento del loro lavoro.

 

A causa della lunghezza del documento, se ne pubblica qui unicamente il sommario, con la raccomandazione di fare download del testo completo in pdf utilizzando l'apposito pulsante.

Buona lettura!

» SOMMARIO

INTRODUZIONE

  • Il Teatro nella Scuola, il Teatro in Convitto, la nostra esperienza

IL TEATRO NEL CONVITTO ANNESSO ALL'I.T.A.S. "G. GARIBALDI" DI ROMA

  • Il "TeatroLab"
  • I copioni
    • La Città Invisibile
    • Viale D. Tadalnaso 666
    • Skitzophrenika
  • Per favore, non chiamarmi "corso"
  • Il ruolo degli educatori: registi, autori o attori?
  • Teatro "democratico"
  • Teatro "ecologico"
  • Teatro "liberante"

CONCLUSIONE

  • Sul non saper recitare…

POSTILLA

  • Sull'indifferenza…

FONTI

  • Bibliografia
  • Sitografia

NOTE

 

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