» SKITZOPHRENIKA

skitzophrenika

azione teatrale in nove scene alla ricerca dell’«altro» che è dentro di noi immaginata e interpretata dai ragazzi e dalle ragazze del
TeatroLab'10 - Laboratorio Teatrale del Convitto ITAS "G. Garibaldi" di Roma

Scritto e diretto da Raffaele Corte e Lucilla Focheschi
con il pensiero rivolto a Robert Louis Stevenson, Ray Bradbury, George Orwell, Anthony Burgess, Nazim Hikmet eItalo Calvino


teatrolab

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TEATROLAB
Esperienza teatrale in una Istituzione Educativa dello Stato
Note minime ad uso e consumo di educatori, curiosi e guitti

che puoi trovare a questa pagina

» LETTURA DELL'OPERA

Attraverso un metodo laboratoriale già sperimentato nel 2008 e nel 2009 - con il quale, tramite opportuni stimoli proposti dagli animatori (a destra nella foto), i ragazzi e le ragazze sono i veri costruttori dell'azione scenica – il TeatroLab ha realizzato nel 2010 un lavoro basato sul filo conduttore delle maschere sociali e della doppiezza dell'animo umano.

Da un intreccio di giochi, intuizioni, esercizi e dibattiti (spesso anche accesi) è nato "SKITZOPHRENIKA", feroce quanto paradossale satira - nei confronti di una "TV spazzatura" immaginaria ma non troppo, invadente e onnipotente - che prende vita con l'ausilio dei più vari modelli di spettacolo: dal teatro "off" all'avanspettacolo, passando per il musical e l'antico teatro di figura.

Un complesso caleidoscopio nel quale personaggi, situazioni e generi teatrali possono assumere diversi aspetti, porre di fronte ad interrogativi sui quali meditare: il personaggio "dentro" la TV è vero o è solo una proiezione dei nostri desideri o delle nostre frustrazioni? Ed è "vero" il personaggio che rifiuta un certo genere di apparizioni televisive o non lo è piuttosto quello che, invece, di un mondo così attraente vuole essere parte attiva? E, ancora, è possibile rimanere sé stessi all'interno di un "involucro" così fascinoso?

Insomma: la "verità" è fuori o dentro lo schermo televisivo?

Le diverse facce dell'essere umano, dunque, rappresentate in un atto unico, a sua volta, dai molteplici aspetti, nel quale attori in carne e ossa si affiancano ad attori in cartapesta e gommapiuma per divertire senza rinunciare a dare spunti di riflessione e di pensiero.

La trama

In una società dominata dalla TV e dove le uniche letture concesse sono le riviste di programmi televisivi, uno sparuto gruppo di "rivoluzionari" (dopo mille tentativi di convincere la popolazione al boicottaggio del video) tenta di scardinare il potere dall'interno.

L'idea è quella di far ammettere alcuni coraggiosi al programma di maggior successo (che non a caso è un programma - spazzatura) per dimostrarne in diretta le falsità e i messaggi deviati.

Ma il potere della TV non ammette sbavature: le prove di ammissione richiedono una particolare capacità a rappresentare il peggio del peggio, perché è questo che fa spettacolo. Il rischio di essere esclusi è alto e l'azione potrebbe fallire!

Inseriti nel meccanismo e con l'obbligo di essere il più possibile credibili, nel gruppo qualcuno arriverà alla completa integrazione, lasciando spazio alle proprie debolezze e ad una scarsa coerenza, rivelando il proprio vero essere.

Nel gruppetto si creeranno forti contrasti, con tentativi di "recupero" ai limiti del grottesco.

Tutto si rivela inutile: gli "integrati" tenteranno di usare la diretta per denunciare il complotto, mentre i "sani" cercheranno di portare a termine l'azione, anche se ormai fortemente compromessa.

Ma al momento giusto sarà il "deus ex machina" di un mega-blackout planetario a riportare tutto nella giusta dimensione, facendo riscoprire alle famiglie il piacere delle serate passate a chiacchierare e a raccontare, a leggere al lume di candela i pochi libri ritrovati in soffitta e magari a fare l'amore.

Alla fine, con o senza energia elettrica, tutto si rivelerà diverso e si potrà ricominciare da capo...

Riferimenti letterari:

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, Fareneith 451 di Ray Bradbury, Il Grande Fratello di George Orwell, Arancia Meccanica di Anthony Burgess.
Inserimenti da Nazim Hikmet e Italo Calvino

Note:

Nel testo sono stati mantenuti i nomi originali dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato al Laboratorio e quindi alla sua stesura, fatta eccezione per il personaggio di Andrea, che porta questo nome in virtù di alcune gags ad esso collegate.

Il numero degli attori può variare dagli undici ai diciotto (nella versione originale i personaggi "after blackout" sono stati interpretati da una parte di quelli già presenti nella prima parte). A questi è possibile affiancare anche quattro/otto animatori per i burattini.

Il copione può essere scaricato integralmente da qui

È possibile riutilizzarlo con modifiche di "ambiente" purché dietro autorizzazione degli autori .

Il lavoro è andato in scena il giorno 28 maggio 2010, nell'ambito della manifestazione "Stelle della Grande Volta".

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ALTRI TESTI TEATRALI:

Dialogo tra Paura e Saggezza

La Città Invisibile

V.le D.Tadalnaso 666

 

IPSE DIXIT:

"La dittatura dell’ignoranza è molto più inflessibile e violenta di una dittatura vecchio stampo perché ti guarda fisso da ogni televisore, invade internet e come un gas penetra invisibile fino al cervello"

Pierluigi Sullo

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» "SKITZOPHRENIKA": IL VIDEO

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La televisione è chewing-gum per gli occhi.

Frank Lloyd Wright