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» SKITZOPHRENIKA
Attraverso
un metodo laboratoriale già sperimentato nel
2008 e nel
2009 - con il
quale, tramite opportuni stimoli proposti dagli
animatori (a destra nella foto), i ragazzi
e le ragazze sono i veri costruttori dell'azione
scenica – il TeatroLab ha realizzato nel 2010 un
lavoro basato sul filo conduttore delle maschere
sociali e della doppiezza dell'animo umano.
Da un intreccio di giochi, intuizioni, esercizi
e dibattiti (spesso anche accesi) è nato "SKITZOPHRENIKA",
feroce quanto paradossale satira - nei confronti
di una "TV spazzatura" immaginaria ma non troppo,
invadente e onnipotente - che prende vita con l'ausilio
dei più vari modelli di spettacolo: dal teatro "off"
all'avanspettacolo, passando per il musical e l'antico
teatro di figura.
Un complesso caleidoscopio nel quale personaggi,
situazioni e generi teatrali possono assumere diversi
aspetti, porre di fronte ad interrogativi sui quali
meditare: il personaggio "dentro" la TV è vero o
è solo una proiezione dei nostri desideri o delle
nostre frustrazioni? Ed è "vero" il personaggio
che rifiuta un certo genere di apparizioni televisive
o non lo è piuttosto quello che, invece, di un mondo
così attraente vuole essere parte attiva? E, ancora,
è possibile rimanere sé stessi all'interno di un
"involucro" così fascinoso?
Insomma: la "verità" è fuori o dentro lo schermo
televisivo?
Le diverse facce dell'essere umano, dunque, rappresentate
in un atto unico, a sua volta, dai molteplici aspetti,
nel quale attori in carne e ossa si affiancano ad
attori in cartapesta e gommapiuma per divertire
senza rinunciare a dare spunti di riflessione e
di pensiero.
La trama
In una società dominata dalla TV e dove le
uniche letture concesse sono le riviste di programmi
televisivi, uno sparuto gruppo di "rivoluzionari"
(dopo mille tentativi di convincere la popolazione
al boicottaggio del video) tenta di scardinare il
potere dall'interno.
L'idea è quella di far ammettere alcuni coraggiosi
al programma di maggior successo (che non a caso
è un programma - spazzatura) per dimostrarne in
diretta le falsità e i messaggi deviati.
Ma il potere della TV non ammette sbavature:
le prove di ammissione richiedono una particolare
capacità a rappresentare il peggio del peggio, perché
è questo che fa spettacolo. Il rischio di essere
esclusi è alto e l'azione potrebbe fallire!
Inseriti nel meccanismo e con l'obbligo di
essere il più possibile credibili, nel gruppo qualcuno
arriverà alla completa integrazione, lasciando spazio
alle proprie debolezze e ad una scarsa coerenza,
rivelando il proprio vero essere.
Nel gruppetto si creeranno forti contrasti,
con tentativi di "recupero" ai limiti del grottesco.
Tutto si rivela inutile: gli "integrati"
tenteranno di usare la diretta per denunciare il
complotto, mentre i "sani" cercheranno di portare
a termine l'azione, anche se ormai fortemente compromessa.
Ma al momento giusto sarà il "deus ex machina"
di un mega-blackout planetario a riportare tutto
nella giusta dimensione, facendo riscoprire alle
famiglie il piacere delle serate passate a chiacchierare
e a raccontare, a leggere al lume di candela i pochi
libri ritrovati in soffitta e magari a fare l'amore.
Alla fine, con o senza energia elettrica,
tutto si rivelerà diverso e si potrà ricominciare
da capo...
Riferimenti letterari:
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor
Hyde di Robert Louis Stevenson, Fareneith
451 di Ray Bradbury, Il Grande Fratello
di George Orwell, Arancia Meccanica di
Anthony Burgess.
Inserimenti da Nazim Hikmet e Italo Calvino
Note:
Nel testo sono stati mantenuti i nomi
originali dei ragazzi e delle ragazze che hanno
partecipato al Laboratorio e quindi alla sua
stesura, fatta eccezione per il personaggio di
Andrea, che porta questo nome in virtù di alcune
gags ad esso collegate.
Il numero degli attori può variare dagli
undici ai diciotto (nella versione originale i
personaggi "after blackout" sono stati
interpretati da una parte di quelli già presenti
nella prima parte). A questi è possibile
affiancare anche quattro/otto animatori per i
burattini.
Il lavoro è andato in scena il giorno
28 maggio 2010, nell'ambito della
manifestazione "Stelle
della Grande Volta".
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